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4. La vallata del Fiume Freddo e del Kaggera
LUNGHEZZA DEL PERCORSO: 32 km
COME RAGGIUNGERE IL PUNTO DI PARTENZA: Autostrada A29, uscita Gallitello.
Da questa, dopo un breve tratto (Km 2) si raggiunge la S.S. 119 che si percorre in direzione Alcamo.

Le fertili terre della vallata del Fiume Freddo furono abitate sin dall'antichità. Intorno al Baglio Patti in c.da Coda di Volpe sono stati rinvenuti reperti archeologici risalenti alla fine del VI e d all'inizio del V sec. a.C.
Il complesso architettonico del '700 presenta una corte centrale con due alte palme chiusa ai lati dai magazzini del vino e del grano. Il corpo di fabbrica che ospitava la residenza padronale è a doppia altezza ed è arricchito dalla presenza di una torre merlata. All'esterno del fabbricato principale si trovano le case dei mezzadri e dei contadini.
Nella stessa pianura intensamente coltivata a vigneto si trovano altri fabbricati rurali, più o meno complessi , come il Baglio Rincione e le Case Rocca, le cui tradizionali architetture contrastano con i moderni impianti della Cantina Fiumefreddo.
Il Baglio Florio con la sua imponente architettura della seconda metà dell'800 segna il passaggio all'economia vitivinicola industriale e testimonia l'affermarsi della nuova borghesia siciliana.
La localizzazione nei pressi della ferrovia e della stazione ferroviaria di Coriolano, che furono realizzate nello stesso periodo, stabilisce un nuovo rapporto tra la notevole produzione vitivinicola dell'area ed i mercati di sbocco commerciale a livello isolano e nazionale.
Il complesso architettonico (ml 95 x 80 ed una superficie occupata, compresa la corte interna rettangolare, superiore ai 7.600 mq) realizzato da Ignazio e Vincenzo Florio mostra una perfetta organizzazione degli spazi che risulta funzionale ai nuovi processi di produzione industriale, non più legati alla proprietà della terra. Fatto questo assolutamente nuovo nella storia della campagna alcamese, strettamente intrecciata alle vicende della proprietà nobiliare e del notabilato locale. Progettata e realizzata come luogo di lavoro e di produzione, l'architettura esterna è assolutamente regolare e lineare, moderna. Vi si legge una notevole forza compositiva fatta di essenziali elementi decorativi che sottolineano le qualità architettoniche del manufatto.
I binari della ferrovia, attraverso una rotatoria di scambio, entrano all'interno dello stabilimento enologico, la cui corte centrale presenta due pianali di carico e scarico.
L'impianto architettonico è perfettamente simmetrico, sia in pianta che in alzato. I due corpi di fabbrica laterali contenevano due teorie di botti addossate alle pareti, oggi in parte sostituite da vasche in cemento.
Separati dal vasto portone di ingresso, ornato da un leone in ferro, nella parte anteriore dell'edificio erano ricavati i servizi comuni e le cucine per gli operai ed i locali di foresteria e gli uffici.
Costeggiando la riva sinistra del Fiume Freddo l'itinerario sulle strade del vino, insieme alle strutture enologiche delle Cantine S. F. di Paola, Kaggera e Marzuko, presenta straordinarie emergenze naturalistiche, ambientali ed archeologiche.
La querceta di Angimbè è una delle pochissime sugherete siciliane ancora rimaste.
Di fronte, sulla rocca di Calathamet, sopra il Fiume Caldo (le cui acque termali erano famose fin dall'antichità), è stato ritrovato un borgo fortificato dell'XI secolo.
Più avanti, l'area archeologica di Segesta famosa per il Tempio del V sec. a.C.ed il Teatro del III sec. a.C. con il ritrovamento del sito dell'antica città su Monte Barbaro, sulla cui sommità sono stati portati alla luce i resti di una moschea araba ed un Castello medievale, testimonia due millenni di storia. |
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